Sicurezza sociale e sicurezza d’ordine

Secondo un intervento sulla pagina del professor Silvestri, la sicurezza è una parola d’ordine della destra; con il coronavirus è diventata di sinistra

Photo by Josue Isai Ramos Figueroa on Unsplash

Sulla pagina del professor Guido Silvestri, l’avvocato Domenico Palumbo sostiene questa tesi: chiudere la società, per dare sicurezza ai cittadini è la politica della destra; con la pandemia è diventata la politica della sinistra.

Questa tesi (non nuova) è un sofisma costruito su omonimie. Infatti, può corrispondere a un principio di sicurezza, tanto la chiusura dei porti, quanto l’opera di soccorso in mare. Che a sua volta si chiude ai porti dei paesi che non assicurano il rispetto dei diritti umani.

La sicurezza della destra è la sicurezza dell’ordine pubblico. Vuole proteggere i cittadini da minacce fantasmatiche o non identificabili, dalla depravazione, al crimine, fino al terrorismo, quindi identificate con le minoranze sociali, etniche, culturali del diverso o dello straniero. La chiusura è unilaterale, territoriale, escludente. Definitiva. Mors tua vita mea.

La sicurezza della sinistra è sociale, sanitaria, ambientale. Vuole proteggere i cittadini da una minaccia reale: il coronavirus che fa centinaia di morti ogni giorno. La chiusura è il sacrificio temporaneo e limitato che interrompe la trasmissione dell’infezione. Ha valore relazionale. Nel limitarsi, ognuno protegge la sua vita per proteggere la vita di tutti.

Questo è nella tradizione delle battaglie per la salute e per l’ambiente. L’istituzione del servizio sanitario nazionale, il referendum sul nucleare, la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici, il divieto di fumare nei locali pubblici, la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il movimento per salvare il pianeta dal mutamento climatico. Lotte e riforme per proteggere tutti da pericoli reali; a nessun è venuto in mente di paragonare queste battaglie ai fantasmi della destra.

A volte, la sinistra si è trovata in contraddizione: ha dovuto scegliere tra i posti di lavoro e la sicurezza sul luogo di lavoro, o la difesa dall’inquinamento, o il contrasto alla produzione e al commercio di armi. Quando la sinistra ha scelto di difendere il lavoro, ha fatto la scelta comprensibile, ma non la scelta progressiva.

D’altra parte, lavoro, salute, ambiente, sono tutte questioni pertinenti la sicurezza sociale. La polemica contro il posto fisso o contro l’assistenzialismo è una polemica contro la sicurezza sociale.

La contraddizione si replica nella gestione della pandemia. Infatti, la sinistra ha assecondato chiusure decise troppo tardi, applicate in modo limitato, revocate troppo presto. La sinistra appare rigorosa solo in confronto al negazionismo della destra.

L’avvocato Palumbo vuole discutere quanto dice il professor Silvestri, secondo cui non si può considerare il lockdown di sinistra, perché arricchisce i ricchi, rassicura i redditi fissi, e colpisce i poveri e i precari che restano senza lavoro.

In realtà, nelle società diseguali, i ricchi sono avvantaggiati, i poveri svantaggiati, tanto con le aperture, quanto con le chiusure. Se facciamo un censimento sociale, vediamo che i poveri sono i più colpiti dai licenziamenti; se facciamo un censimento sanitario, vediamo che sono i più colpiti dalla morte e dalla malattia.

I problemi vanno affrontati, ciascuno sul proprio piano. Problema economico, soluzione economica; problema sanitario, soluzione sanitaria. Metterli in opposizione è il modo per farli degenerare; avere sia tanti morti, sia tanti licenziati.

P.S. Un precedente del sofisma dell’avvocato Palumbo, fu formulato da un giornalista del Manifesto, molti anni fa. Egli sostenne che i femminicidi in Italia erano pochi e gli omicidi in calo. Quindi, non c’era da aver paura di mariti e fidanzati, così come non c’era da averne di zingari e immigrati. Secondo lui, l’enfasi sui femminicidi, come quella sui reati commessi dagli stranieri, faceva parte della stessa politica della paura, messa in atto dai governi per gestire le masse.

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