Non aumentano i suicidi durante i primi mesi della pandemia

Secondo uno studio internazionale pubblicato su Lancet Psychiatry che ha coinvolto 21 paesi a reddito medio alto

Photo by Portuguese Gravity on Unsplash

Nei paesi a reddito medio alto, durante i primi mesi della pandemia, sembra non sia aumentato il numero di suicidi. Al contrario, ci sono dati che rivelano persino una diminuzione. È la tesi del professor Keith Hawton, direttore del Center for Suicide Research presso l’Università di Oxford. Il professore è coautore di uno studio internazionale pubblicato su Lancet Psychiatry.

La ricerca analizza i dati relativi ai suicidi in 21 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Inghilterra, Germania. Il team degli studiosi valuta le tendenze dei suicidi mensili da aprile a luglio 2020 e le confronta con quelle che vanno dal gennaio 2019 al marzo 2020. I risultati non mostrano alcun aumento del tasso di suicidi in nessuno dei paesi analizzati. Al contrario, in 12 su 21 risulta una diminuzione, in particolare un calo del 6% nella Corea del Sud.

La possibile spiegazione di questo esito sta nel fatto che nei momenti di crisi le persone si uniscono e si fanno forza. Se il confinamento può aver causato o aggravato problemi di salute mentale nelle famiglie, lo stare insieme ha fornito la protezione, il sostegno reciproco. Anche l’assenza da scuola può aver causato problemi ai bambini, ma nel contempo ha sottratto molte vittime al bullismo. L’aumento della protezione può essere arrivato poi dal sostegno finanziario dei governi e dal potenziamento dei servizi di salute mentale.

Eppure, abbiamo spesso letto o ascoltato notizie allarmate secondo le quali il lockdown ci protegge dall’infezione, ma ci uccide di depressione. Forse, questa idea non registra quello che è successo, ma proietta la paura su quello che potrà succedere. Non in conseguenza del confinamento, ma della crisi economica. Così, come aumentarono i suicidi soprattutto tra gli uomini dopo la recessione del 2008, potrebbero tornare ad aumentare dopo la crisi economica provocata dalla pandemia, se i governi non sapranno dotarsi di piani economici adeguati. Il miglior esempio, per adesso, viene dal piano di Joe Biden che investe duemila miliardi di dollari per la modernizzazione delle infrastrutture degli Stati Uniti.

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